Agosto, per molti, è il mese delle ferie e del riposo. Io stessa mi ero detta: “adesso mi rilasso un attimo, finalmente”. Invece, proprio allora, la mia schiena ha deciso di fermarmi del tutto. Un dolore improvviso e insopportabile mi ha costretta a letto, senza riuscire a muovermi.
La diagnosi è stata chiara: schiacciamento del nervo L5-S1. Due settimane di riposo assoluto, dieci medicinali al giorno e la terapia del dolore hanno scandito le mie giornate.
È da questo letto, in cui ancora sto recuperando, che scrivo. E non poteva esserci momento più simbolico per fare un bilancio dei buoni propositi del 2025, ora che siamo oltre la metà dell’anno.
1. Il viaggio tanto sognato
Tra i miei desideri c’era un viaggio che avevo nel cuore da tempo: esplorare i parchi naturali degli Stati Uniti. E questo, finalmente, sono riuscita a realizzarlo. È stato un momento di ricarica e ispirazione, una parentesi che mi ha ricordato quanto sia importante concedersi tempo per sé stessi. Su questo fronte, il proposito è stato mantenuto, e il ricordo di quei giorni continua a darmi forza.
2. La crescita professionale
Il secondo proposito era continuare a crescere come professionista, puntando sulla qualità. E qui posso dire di aver fatto davvero un passo importante: la mia agenzia di comunicazione, POP Area Creativa, è diventata ufficialmente META Business Partner. Un riconoscimento che mi riempie di orgoglio, perché premia anni di impegno e la cura con cui io e il mio team costruiamo campagne di valore per i nostri clienti. Il successo di POP è anche il successo di Assaporami Agency, divisione specializzata nel food & beverage. Continuiamo a lavorare con ristoranti e locali che credono nella comunicazione online come investimento concreto ed essere META Business Partner ci permette di garantire un servizio sempre aggiornato e tempestivo.
Vedo quindi la mia crescita professionale come solida, selettiva, orientata a collaborazioni che fanno la differenza. Eppure, sebbene il risultato sia grande, non posso negare che abbia avuto un prezzo.

3. La salute: il proposito tradito
Il primo punto della lista di gennaio (il benessere personale e la salute al centro) è stato proprio quello che, purtroppo, ho tradito. A inizio anno mi ero promessa costanza con palestra e padel, abitudini che mi aiutavano a stare bene fisicamente e mentalmente. Poi sono arrivati gli imprevisti, e la priorità della salute è scivolata sempre più in basso.
La ricerca della casa: un vortice di stress
Tutto è iniziato con il contratto di affitto in scadenza. Dopo anni nella stessa abitazione, il proprietario ha deciso di vendere e io ho colto l’occasione per cambiare aria. Avevo voglia di spazi più grandi, di un angolo relax solo mio, di qualcosa che mi facesse sentire pronta a una nuova fase della vita.
Quello che doveva essere un passo entusiasmante si è trasformato presto in un vortice di stress. Ogni momento libero lo passavo a scorrere gli annunci su Immobiliare.it, a fissare appuntamenti, a correre tra una visita e l’altra. Nel frattempo, la stagione dei matrimoni esplodeva con i suoi ritmi serrati. Le giornate diventavano una corsa continua e, di fronte a tutto questo, la palestra e il padel sono stati i primi a sparire.
Lasciare indietro ciò che ti rallenta
A complicare tutto non c’erano solo gli impegni, ma anche le persone e le situazioni che mi appesantivano. Ho capito che non si tratta solo di trovare tempo per la salute, ma anche di liberare energie da ciò che drena. Troppe volte mi sono ritrovata con lo stomaco chiuso prima di fare una telefonata, temendo lo sbuffo o il messaggio scocciato dall’altra parte.
Stare bene non è solo questione di allenamento fisico: significa anche proteggersi dalle relazioni che logorano, dai pesi che rallentano, dagli stress inutili che ti fanno vivere con il nodo alla gola.
Il corpo che presenta il conto
E così, senza quasi accorgermene, ho lasciato indietro ciò che era essenziale, la mia salute, per inseguire tutto il resto. Ad agosto il corpo ha detto basta. La schiena si è bloccata e io mi sono trovata immobilizzata, costretta a fermarmi e a guardare in faccia la mia promessa mancata.
Da questo letto, ora, capisco che non basta scrivere “la salute prima di tutto” a gennaio. Bisogna difenderla ogni giorno, scegliere di non sacrificarla più.


Cosa ho imparato, bilancio sui buoni propositi
Questi mesi mi hanno insegnato che i buoni propositi non sono semplici liste di desideri, ma impegni con sé stessi. Ho imparato che non basta scriverli a gennaio con entusiasmo: bisogna coltivarli ogni giorno, soprattutto quando la vita sembra spingerti altrove.
Ho capito che la salute non è un lusso da rimandare, ma una priorità da difendere con decisione. Che anche la crescita professionale, per quanto gratificante, perde di senso se arriva al prezzo del proprio benessere. E che a volte cambiare davvero significa avere il coraggio di lasciare indietro ciò che pesa, anche quando si tratta di persone o abitudini che ci sembravano indispensabili.
Da questo bilancio dei buoni propositi oggi mi porto dietro una certezza: non voglio più scrivere propositi belli da leggere e facili da dimenticare. Voglio viverli, trasformarli in scelte concrete, passo dopo passo. Perché il vero successo, alla fine, è riuscire a stare bene con sé stessi, mentre si costruisce tutto il resto.

