Intelligenza artificiale e lavoro: perché il lato umano fa ancora la differenza

Ciao amici.

Benvenuti o bentornati nel mio blog! In questi anni ho raccontato qui le mie esperienze, i miei viaggi, le mie riflessioni sul lavoro e i pensieri che mi girano in testa. Oggi voglio condividerne uno che mi sta accompagnando da un po’: l’intelligenza artificiale.

Ah, l’intelligenza artificiale. Per quanto ne sentiremo ancora parlare? Spoiler: per sempre. Ed è giusto così.

Dobbiamo ammetterlo: il mondo è cambiato, come sempre è stato e sempre sarà. Se pensiamo a quante cose sono cambiate negli ultimi vent’anni, la vera differenza rispetto al passato non è il cambiamento in sé, quello c’è sempre stato, ma la velocità con cui avviene. Quella è la cosa a cui non siamo abituati. Vi immaginate un mondo fermo, immobile, sempre uguale per trent’anni? Impossibile.

“Mi sento indietro.” Lo hai pensato anche tu?

Proprio l’altro giorno ero al telefono con la mia amica Marta — se mi stai leggendo, ti saluto da qui e ti ringrazio per il supporto al podcast Secondo Piano che ho realizzato negli ultimi mesi. Marta mi ha detto: “Voglio fare un corso sull’intelligenza artificiale perché mi sento indietro, non mi sento al passo.”

Quante volte l’abbiamo sentita, questa frase?

Io mi ricordo che due anni fa, durante il mio weekend in Toscana, lessi sul Kindle un libro sull’intelligenza artificiale e da lì iniziai a documentarmi. Lavorando online con le mie agenzie di comunicazione POP Area Creativa e Assaporami Agency, era naturale che mi informassi in anticipo su quello che stava arrivando. E mi fa sorridere quando oggi qualche cliente mi parla di ChatGPT come se dovesse spiegarmi come fare il mio lavoro.

Vi sento tutti agitati. Calma. È tutto sotto controllo. Almeno per ora.

Il mio pensiero sull’AI (quello vero)

Sì, l’intelligenza artificiale aiuta moltissimo. Sì, farà parte del nostro quotidiano. E sotto certi aspetti è un bene che ci sia, lo dico anche per il mio settore.

Qualche settimana fa dovevo acquistare delle scarpe nuove per il mio problema alla schiena (L5-S1, chi ce l’ha sa di cosa parlo). Ho chiesto a ChatGPT di darmi consigli: me ne ha elencati tre, con le relative caratteristiche. Utile, veloce, preciso. Eppure alla fine sono andata in un negozio di articoli sportivi. Ho trovato un commesso di nome Nicola, gentile e preparatissimo, che mi ha fatto provare due paia di scarpe spiegandomi le differenze in un modo che nessuna intelligenza artificiale avrebbe potuto fare, perché il lato umano ha ancora la meglio. Almeno per me.

Sono uscita soddisfatta, con le scarpe giuste. E ho pure scritto una recensione su Google per ringraziare Nicola del suo lavoro.

Ricordiamocelo sempre: valorizzare le persone e ringraziarle per quello che fanno non è mai fuori moda. Stiamo tutti vivendo un periodo di stress lavorativo in Italia. Smentitemi se sbaglio.

Cosa sono sicura che l’AI non potrà mai sostituire

Eccolo, il punto centrale di tutto questo.

L’AI non è umana. E noi siamo animali sociali. Magari tra duecento anni le cose cambieranno, ma io parlo di adesso e vivo il presente.

Tra pochi giorni inizia la stagione matrimoniale. Con il mio team racconteremo per immagini e video il giorno d’amore di coppie che hanno scelto di affidarsi a noi. E non vedo l’ora.

Sì, i matrimoni sono impegnativi. Fa caldo lavorare sotto il sole con la macchina fotografica al collo, correre, stare attenta a ogni momento, far sentire gli sposi a proprio agio, tirare fuori la loro spontaneità tra una battuta e l’altra. Quest’anno sono dodici anni che fotografo matrimoni, e su certi meccanismi vado quasi in automatico. Ma sapete cosa rende tutto questo ancora speciale? Che ogni matrimonio è diverso. Ogni coppia porta un’energia unica. Ogni giornata ha le sue vibes, dettate prima di tutto dalle persone, dalla coppia, dai parenti, dagli amici e poi dal contesto: la villa, gli allestimenti, il catering, la luce di quel giorno lì.

Vedete cosa ho messo al primo posto? Le persone.

Sfido qualsiasi AI a sostituire questo “bello”. Conto le ore per vivere quell’energia, quel divertimento, quegli scatti che faranno emozionare gli sposi per anni. Questo è il mio lavoro. E sono certa che non potrà essere rimpiazzato da nessun algoritmo. Magari tra cinquant’anni chi leggerà queste righe si farà una bella risata, ma io oggi vivo queste emozioni a pieno, e sono esattamente quelle che mi fanno sentire viva.

Un periodo di pace (e di piccole abitudini preziose)

Mi sento molto in pace con me stessa in questo periodo. Sarà la passeggiata di 45 minuti al mattino mentre sorge il sole. Sarà che ho ripreso ad andare in palestra regolarmente. Sarà che sto più attenta a cosa mangio, limitando aperitivi e alcool (sono veneta, lo so, è una sfida). Sarà che ho ripreso a leggere: ora sono in piena immersione con La ricchezza che il denaro non ti può dare di Robin Sharma, un libro che consiglio.

Ho messo in pausa i video del mio canale YouTube. Non me la sentivo, e per ora va bene così. Ogni sera vado a letto serena, senza ansia. Oro puro, di questi tempi.

Ora vi devo lasciare perchè devo andare in palestra. 

Ciao, alla prossima!

Lucilla