Agenzia di comunicazione: cosa fa davvero e come prepara i clienti alla Pasqua

Sono dodici anni che gestisco le mie agenzie di comunicazione, POP Area Creativa e Assaporami Agency, e in tutto questo tempo mi sono resa conto di una cosa: le persone non sanno davvero cosa fa un’agenzia di comunicazione. Non per colpa loro — è che spesso chi lavora in questo settore usa termini tecnici che allontanano invece di avvicinare. Io voglio fare il contrario.

Cosa fa un’agenzia di comunicazione

Proviamo con una metafora. Quanti ristoranti ci sono nella tua città? Ognuno serve cibo, ma ognuno lo fa in modo diverso: menu diverso, atmosfera diversa, tipo di cliente diverso. Lo stesso vale per le agenzie di comunicazione. Tutte si occupano di comunicazione online, ma ognuna lo fa a modo suo, con specializzazioni diverse.

Nel mio caso ho due realtà distinte. POP Area Creativa è la mia agenzia principale: segue liberi professionisti, interior designer, aziende di vario tipo — in pratica piccole e medie imprese che hanno bisogno di comunicare online. Assaporami Agency invece è dedicata esclusivamente al mondo della ristorazione: ristoranti, locali, gastronomie, pasticcerie.

Quindi se sei un ristoratore e mi chiedi un servizio fotografico per i tuoi piatti, ti rivolgi ad Assaporami. Se invece hai un’azienda di ristrutturazioni o sei un professionista, ti rivolgi a POP Area Creativa. All’interno lavorano collaboratori specializzati — alcuni in entrambe le agenzie, altri solo in una.

Perché non basta solo gestire i social

Quando un cliente mi contatta la prima cosa che faccio è chiedergli: hai un sito internet? E molte volte la risposta è “a me non serve, mi bastano i social”. Ecco, qui mi fermo subito.

Ho anche fatto un video dedicato a questo tema — lo trovi nella descrizione — ma il succo è questo: il sito internet è fondamentale perché ti permette di essere trovato su Google. I social aiutano e amplificano, ma devono portare le persone da qualche parte. Se sei un ristorante hai bisogno di pubblicare il menu online. Se sei un’azienda hai bisogno di un blog dove dare informazioni utili ai tuoi clienti. I social e il sito non sono in competizione: lavorano insieme.

Come prepariamo i clienti alla comunicazione di Pasqua

Sto scrivendo questo articolo a metà marzo, mancano tre settimane a Pasqua, e voglio raccontarvi concretamente cosa stiamo facendo in questo periodo per i nostri clienti.

Per le aziende che non si occupano di ristorazione

La comunicazione di Pasqua per questo tipo di clienti è più semplice: si tratta principalmente di comunicare eventuali variazioni di orario durante le festività. Consigliamo sempre di inserire gli orari modificati direttamente nella grafica degli auguri, così il messaggio è completo e utile — non solo decorativo.

Per ristoranti, gastronomie e pasticcerie

Qui il lavoro è molto più articolato e inizia circa un mese e mezzo, due mesi prima. Tutto parte dal menu di Pasqua.

Il cliente ci manda il menu — di solito in formato Word, spesso scritto tutto in maiuscolo (cosa che sconsigliamo per la leggibilità) — e noi lo sistemiamo nella formattazione e lo trasformiamo in una grafica da pubblicare. Quello che consiglio sempre, però, non è pubblicare il menu nei social come carosello: è metterlo nel sito del cliente e usare i social per portare traffico lì. Quindi nei canali social pubblichiamo una grafica con scritto “Il menu di Pasqua è online, scoprilo sul nostro sito” — così generiamo visite al sito, migliorando anche il posizionamento su Google.

Foto, video e contenuti: come raccontiamo il lavoro dei nostri clienti

Oltre alla gestione grafica e testuale, andiamo direttamente nei locali a fare foto e video. Per una pasticceria, per esempio, raccontiamo la lavorazione delle colombe: dalla preparazione, all’ingresso in forno, alla lievitazione. L’obiettivo è far venire fame. Quando un cliente mi dice “le tue foto mi fanno venire fame” so di aver fatto un buon lavoro.

Per una gastronomia il tipo di comunicazione è diverso. Qui dobbiamo far immaginare al cliente finale una Pasquetta senza stress: niente pentole, niente ore ai fornelli. Prenoti i piatti, li ritiri, li scaldi e li servi. Tutto il lavoro lo abbiamo fatto insieme al titolare creando un video in cui racconta come prepara la carne per la griglia: la mette sotto vuoto, la cuoce a bassa temperatura, e il giorno di Pasquetta basta appoggiarla sulla griglia per pochi minuti. Massima resa, minima fatica.

Vale la pena seguire i trend sui social?

Questa è una domanda che mi viene fatta spesso. La mia risposta è: quasi mai.

A meno che un trend non si adatti perfettamente alla realtà del cliente — e intendo proprio “ci casca a pennello” — preferisco evitare. Seguire i trend è come un fuoco d’artificio: dura poco e non porta quasi nulla. Il rischio vero è snaturarsi, perdere la propria identità per inseguire una manciata di visualizzazioni.

Per fortuna i social stanno dando sempre più valore all’autenticità. Mostrarsi come si è online, coerenti con quello che si è nella realtà, è la carta vincente. Io preferisco creare contenuti evergreen e puntare sulla trasparenza piuttosto che fare scenette forzate che durano il tempo di un trend.

Il dato che conta davvero: la conversione

Follower, like, visualizzazioni — vanno bene, ma non sono il dato principale. Il dato che conta è la conversione: quante persone sono entrate nel tuo locale, hanno prenotato, hanno acquistato grazie a quel contenuto?

E c’è un’altra cosa che nessuna campagna social può sostituire: la qualità del prodotto. Puoi investire quanto vuoi nelle sponsorizzate, ma se il cameriere è scortese o il prodotto non è fresco, il passaparola negativo farà più danni di qualsiasi bella grafica. La comunicazione online amplifica ciò che sei — nel bene e nel male.

Come trovo clienti senza fare contenuti di vendita diretta

Nel mio profilo personale non pubblico mai contenuti pensati per vendere. Racconto quello che faccio: se sono in un ristorante a fare un servizio fotografico, pubblico una storia dal backstage. Se sono in un’azienda, lo mostro.

Le persone vedono, riconoscono una situazione simile alla loro, e mi contattano. È semplice, ma funziona perché è autentico.

C’è una frase che amo: le persone non vogliono comprare prodotti, vogliono comprare persone. Dal momento in cui comunichi chi sei davvero, inizi ad attrarre clienti in sintonia con te — e già questo fa da filtro naturale, evitando preventivi inutili con persone con cui non c’è feeling.

Essere trasparenti, essere genuini, essere se stessi: abbatte quella maschera che troppo spesso si indossa quando si preme “rec”.

Conclusione

Questo articolo nasce proprio da lì: dalla voglia di spiegare in parole semplici cosa fa un’agenzia di comunicazione, senza termini tecnici che allontanano. Se hai domande, i commenti sono aperti. E se hai un’azienda o un’attività e vuoi capire come comunicare meglio online, sai dove trovarmi.